Il manifesto Russell-Einstein e il movimento Pugwash

Nel pieno della corsa agli armamenti, il Manifesto Russell–Einstein richiama la comunità scientifica alla responsabilità, aprendo la strada al Pugwash, un movimento per il disarmo, la pace e la responsabilità

La corsa agli armamenti nucleari

Nel 1955 il mondo vive sotto l’ombra crescente delle armi atomiche. Dieci anni dopo Hiroshima e Nagasaki, la bomba nucleare non è più un’arma eccezionale, ma il fulcro di una nuova strategia militare globale. Stati Uniti e Unione Sovietica sono impegnate in una corsa agli armamenti sempre più rapida e pericolosa: entrambe le potenze hanno ormai sviluppato la bomba all’idrogeno, migliaia di volte più distruttiva delle bombe del 1945.
Un evento contribuisce in modo decisivo a scuotere l’opinione pubblica e gli scienziati: il test nucleare Castle Bravo, condotto dagli Stati Uniti il 1° marzo 1954 nell’atollo di Bikini. L’esplosione termonucleare supera di molto le previsioni, producendo una vasta ricaduta radioattiva che contamina territori abitati e colpisce anche l’equipaggio del peschereccio giapponese Daigo Fukuryū Maru. Il test mostra in modo drammatico che le armi all’idrogeno non sono controllabili e che i loro effetti possono estendersi ben oltre qualsiasi confine.

Il manifesto Russell-Einstein

In questo contesto, Bertrand Russell decide di intervenire pubblicamente. Con il sostegno di Albert Einstein, nel suo ultimo atto politico prima della morte, promuove nel 1955 l’appello "Statement on Nuclear Weapons", che invita scienziati, governi e cittadini a riconoscere che una guerra nucleare potrebbe mettere fine alla civiltà umana. Di fronte al pericolo rappresentato dalle armi nucleari, il Manifesto chiama gli scienziati a interrogarsi sulle conseguenze del proprio lavoro e invita l'umanità a scegliere tra la rinuncia alla guerra e il rischio della distruzione globale.
Il Manifesto non propone soluzioni tecniche o politiche immediate, ma pone una questione morale fondamentale, destinata a tradursi in un nuovo tipo di impegno degli scienziati sulla scena internazionale.

L'invito di Russell

Nel solco del Manifesto, Bertrand Russell promuove l’organizzazione di una conferenza internazionale di scienziati, pensata come spazio di dialogo informale al di là delle contrapposizioni tra blocchi.
Tra i destinatari dell’invito figura Edoardo Amaldi, unico italiano coinvolto nella fase fondativa del movimento. Amaldi risponde esprimendo apprezzamento per l’iniziativa e augurandone il successo, pur dichiarando di non poter partecipare personalmente alla conferenza, che si terrà infine nel 1957 a Pugwash, in Canada.
Lo scambio testimonia l’inserimento di Amaldi in una rete internazionale di scienziati impegnati sul tema della responsabilità sociale nei confronti delle armi nucleari.

La Dichiarazione di Vienna

Nel corso degli anni successivi, le conferenze Pugwash diventano un appuntamento stabile, dando vita a un vero e proprio movimento internazionale.
Alla fine della terza conferenza viene approvata la Dichiarazione di Vienna, che riafferma il ruolo degli scienziati nel promuovere la riduzione delle tensioni
internazionali e nel favorire il controllo degli armamenti nucleari.
La dichiarazione segna il passaggio da un appello morale a una presa di posizione collettiva e continuativa, da parte di una comunità scientifica capace di intervenire nel dibattito pubblico internazionale.

Qui riportiamo due brani significativi in cui Francesco Calogero racconta l’origine del suo interesse per il disarmo nucleare e riflette sul contributo del movimento Pugwash, mettendone in luce anche i principali punti di forza.

Il mio interesse per il tema del disarmo, in particolare delle armi nucleari, ha proprio un'origine molto specifica e casuale. Io mi trovavo a Washington, in una visita turistica con mia moglie e i miei genitori. E proprio durante la crisi cruciale per la presenza di armi nucleari sovietiche a Cuba [nel 1962], abbiamo visto il discorso di

Kennedy da una televisione in strada e questo mi ha fatto una grandissima impressione. Io ero un giovane fisico a quei tempi, pensavo che dovevo occuparmi di fisica in primo luogo; non mi ero mai occupato di questioni relative alle armi nucleari. Questo mi fece una grandissima impressione, e quindi cominciai a studiare il problema e ad occuparmene. Poi sono rientrato in Italia l’anno successivo e in Italia ho cominciato anche a interagire con Edoardo Amaldi, che era interessato a questi problemi.
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Da un'intervista di Adele La Rana a Francesco Calogero (2017)

Indeed the most important achievement of Pugwash - albeit the most difficult to document precisely - has been its contribution to that change of mindsets which eventually caused the end of the Cold War. [...] Pugwash also contributed towards the achievement of the Chemical Weapons Convention, towards the ban of biological weapons, towards the prohibition of certain kinds of conventional weapons, limitations to the arms trade, reductions of conventional forces; and of course, whenever and wherever we saw an opportunity, to the resolution of specific conflicts. [...] Let me now emphasize the extent to which the effectiveness of Pugwash - indeed its very survival - for half a century is somewhat of a miracle. [...] In Pugwash - as indeed in scientific debates - matters are not decided by a counting of votes; indeed even in the Pugwash governing bodies there is a strong tradition of resolving all matters - even procedural ones - without voting, but rather by always trying to reach a consensus. This was and is useful, indeed necessary, because of the very different backgrounds of the individuals engaged in the Pugwash enterprise – a diversity that, as I have already emphasized, is the very essence of Pugwash.
- Riflessioni di Francesco Calogero sul Pugwash per i cinquant’anni del Movimento (2007)


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