Il convegno
Sentieri di Pace: responsabilità ed etica degli scienziati per il disarmo si inserisce nell’ambito di un progetto di Terza Missione dell’Università di Roma La Sapienza e intende ricostruire, attraverso i documenti d’archivio della Sapienza, i percorsi di scienziati e scienziate che, dal secondo dopoguerra a oggi, si sono impegnati per il disarmo e per difendere i principi di universalità, indipendenza e libertà della ricerca scientifica. Figure che hanno cercato di sottrarre la ricerca ai vincoli della politica militare e dell’industria bellica, orientando le nuove conoscenze verso un uso pacifico e responsabile. Oggi, in un panorama che ci avvicina sempre più a scenari di guerra mondiale, segnato da molteplici tensioni geopolitiche e da un forte incremento della spesa militare, il tema assume una rinnovata urgenza. Il finanziamento alla ricerca scientifica è sempre più spesso intrecciato a quello dell’industria militare, anche attraverso le ambiguità del cosiddetto “dual use”, e solo la costruzione di un’etica condivisa della comunità scientifica può dare un contributo ad un processo di pace su scala mondiale.
Attraverso interventi storici, scientifici ed economici, proiezioni di documentari, una mostra e uno spettacolo teatrale, il programma ripercorre le esperienze di scienziati e scienziate che, dal secondo dopoguerra a oggi, si sono impegnati per la pace, il disarmo e la cooperazione internazionale. Al centro del dibattito vi sono figure emblematiche come Edoardo Amaldi, il movimento Pugwash, e iniziative contemporanee quali SESAME in Medio Oriente e la scuola internazionale ISODARCO, insieme a una riflessione critica sulle nuove forme di militarizzazione della ricerca, dall’intelligenza artificiale al complesso militare-digitale.
Ripercorrere le memorie e le testimonianze di questi scienziati attraverso i documenti d’archivio significa interrogarsi sul ruolo etico della comunità scientifica e individuare possibili “sentieri di pace” per il futuro, non solo come ricercatori e ricercatrici, ma come cittadini e cittadine del mondo.
Presentazioni degli oratori
Se il proprio Paese è “dalla parte sbagliata”, come scegliere quella giusta? Il caso di Edoardo Amaldi e la sua etica della responsabilità scientifica
Adele La Rana (Sapienza Università di Roma)
“We have to learn to think in a new way”. Dal Manifesto Russell-Einstein al Pugwash e oltre: una prospettiva storica e internazionale sull’impegno civile degli scienziati in favore di pace e disarmo
Lodovica Clavarino (PhD in Storia delle relazioni internazionali)
Quando la decisione diventa algoritmica: intelligenza artificiale, guerra e crisi della responsabilità
Francesca Farruggia (Sapienza Università di Roma, IRIAD Archivio Disarmo)
Economia, tecnologia e guerra ai tempi delle piattaforme digitali e dell'IA
Dario Guarascio (Sapienza Università di Roma)
Il complesso militare e digitale
Mario Pianta (Scuola Normale Superiore, Firenze)
Light in Uncertain Times: Science, SESAME, and the Middle East
Gihan Kamel (SESAME Synchrotron-light for Experimental Science and Applications in the Middle East, Allan, Jordan)
Il Sentiero di pace di ISODARCO: la prima scuola internazionale dedicata alla stabilità strategica e al disarmo nucleare
Carlo Schaerf (ISODARCO)
Il convegno Sentieri di Pace: responsabilità ed etica degli scienziati per il disarmo si inserisce nell’ambito di un progetto di Terza Missione dell’Università di Roma La Sapienza e intende ricostruire, attraverso i documenti d’archivio della Sapienza, i percorsi di scienziati e scienziate che, dal secondo dopoguerra a oggi, si sono impegnati per il disarmo e per difendere i principi di universalità, indipendenza e libertà della ricerca scientifica. Figure che hanno cercato di sottrarre la ricerca ai vincoli della politica militare e dell’industria bellica, orientando le nuove conoscenze verso un uso pacifico e responsabile. Oggi, in un panorama che ci avvicina sempre più a scenari di guerra mondiale, segnato da molteplici tensioni geopolitiche e da un forte incremento della spesa militare, il tema assume una rinnovata urgenza. Il finanziamento alla ricerca scientifica è sempre più spesso intrecciato a quello dell’industria militare, anche attraverso le ambiguità del cosiddetto “dual use”, e solo la costruzione di un’etica condivisa della comunità scientifica può dare un contributo ad un processo di pace su scala mondiale.
Attraverso interventi storici, scientifici ed economici, proiezioni di documentari, una mostra e uno spettacolo teatrale, il programma ripercorre le esperienze di scienziati e scienziate che, dal secondo dopoguerra a oggi, si sono impegnati per la pace, il disarmo e la cooperazione internazionale. Al centro del dibattito vi sono figure emblematiche come Edoardo Amaldi, il movimento Pugwash, e iniziative contemporanee quali SESAME in Medio Oriente e la scuola internazionale ISODARCO, insieme a una riflessione critica sulle nuove forme di militarizzazione della ricerca, dall’intelligenza artificiale al complesso militare-digitale.
Ripercorrere le memorie e le testimonianze di questi scienziati attraverso i documenti d’archivio significa interrogarsi sul ruolo etico della comunità scientifica e individuare possibili “sentieri di pace” per il futuro, non solo come ricercatori e ricercatrici, ma come cittadini e cittadine del mondo.
Il convegno è organizzato da
Maria Grazia Betti, Antonella Cotugno, Riccardo Faccini, Francesca Farruggia, Adele La Rana, Tito Marci, Carlo Mariani, Alice Ortenzi, Lorenzo Rovigatti, Bernard van Heck
Hanno contribuito al portale e alla mostra
Maria Grazia Betti, Antonella Cotugno, Marina Dalla Torre, Elena De Santis, Margherita Giannini, Fabrizio Lanciotti, Adele La Rana, Carlo Mariani, Sara Mascia, Alice Ortenzi, Lorenzo Rovigatti, Bernard van Heck
Si ringraziano
Sapienza Università di Roma, Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Dipartimento di Fisica, Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione, IRIAD (Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo), AAMOD (Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico), Alicubi
AULA AMALDI
9:00 Saluti istituzionali e introduzione
9:30-9:45 Proiezione da “All’alba dell’era atomica” di Antonello Branca, 1992
9:45-10:30 Adele La Rana (Sapienza Università di Roma) | Se il proprio Paese è “dalla parte sbagliata”, come scegliere quella giusta? Il caso di Edoardo Amaldi e la sua etica della responsabilità scientifica
Proiezione da “La Scelta. Edoardo Amaldi e la scienza senza confini” di Enrico Agapito, Giovanni Battimelli e Adele La Rana, 2018
10:30-11:00 Lodovica Clavarino (PhD in Storia delle relazioni internazionali) | “We have to learn to think in a new way”. Dal Manifesto Russell-Einstein al Pugwash e oltre: una prospettiva storica e internazionale sull’impegno civile degli scienziati in favore di pace e disarmo.
11:00 Intervallo
11:15-11:30 Bernard van Heck (Sapienza Università di Roma) | Il portale «Sentieri di pace alla Sapienza»
11:30-12:00 Francesca Farruggia (Sapienza Università di Roma, IRIAD Archivio Disarmo) | Quando la decisione diventa algoritmica: intelligenza artificiale, guerra e crisi della responsabilità
12:00-12:30
Dario Guarascio (Sapienza Università di Roma) | Economia, tecnologia e guerra ai tempi delle piattaforme digitali e dell'IA
12:30-14:00 Pausa
Mostra “SENTIERI DI PACE”
▪ ATRIO PRIMO PIANO
PROIEZIONI
AULA CARERI PRIMO PIANO
9:00 Docu-film “La Scelta. Edoardo Amaldi e la scienza senza confini” di Enrico Agapito, Giovanni Battimelli e Adele La Rana, 2018
10:00 Docu-film “The strangest dream” di Eric Bednarski, 2008
AULA RASETTI SECONDO PIANO
9:00 Documentario “All’alba dell’era atomica” di Antonello Branca, 1992
9:55 Documentario “L’economia del Pentagono” di Antonello Branca, 1992
Le proiezioni continueranno in sequenza fino alle 18:30
AULA AMALDI
14:00-14:30
Mario Pianta (Scuola Normale Superiore, Firenze) | Il complesso militare-digitale
14:30-15:00 Gihan Kamel (SESAME Synchrotron-light for Experimental Science and Applications in the Middle East, Allan, Giordania) | Light in Uncertain Times: Science, SESAME, and the Middle East
15:00-15:30 Carlo Schaerf (ISODARCO) | Il Sentiero di pace di ISODARCO: la prima scuola internazionale dedicata alla stabilità strategica e al disarmo nucleare
15:30-16:00 Fabrizio Battistelli (IRIAD, Archivio Disarmo) | Armi nucleari e intelligenza artificiale tra corsa agli armamenti e disarmo
16:00 Pausa e visita mostra
“L’alba dell’era atomica” di Antonello Branca, 1992 – Proiezione
Un frammento di 13 minuti del documentario “L’alba dell’era atomica”, parte della trilogia “Guerra e tecnologia” di Donatella Barazzetti e Antonello Branca, che racconta i legami tra apparati militari e sviluppo dell’economia americana, dalla fine del Settecento alla guerra del Golfo del 1991. Questo frammento documenta, utilizzando materiali d’ archivio, interviste a testimoni oculari come Weisskopf e Morrison e riporta materiali d’archivio che ricostruiscono il Trinity test. Il progetto segna un punto di non ritorno nel rapporto tra ricerca scientifica, industria e apparati militari, si pongono così le basi, nel corso della seconda guerra mondiale, per una stretta connessione tra militari, ricerca scientifica e produzione industriale; connessione che si rafforzerà durante la Guerra Fredda e porterà al consolidarsi del “complesso militare-industriale” americano.
Adele La Rana (Sapienza Università di Roma)
Se il proprio Paese è “dalla parte sbagliata”, come scegliere quella giusta? Il caso di Edoardo Amaldi e la sua etica della responsabilità scientifica
Quali responsabilità etiche spettano agli scienziati quando la guerra, le tensioni geopolitiche e la violazione dei diritti umani ridisegnano il paesaggio delle collaborazioni internazionali? Come dovrebbe reagire un fisico quando la sua competenza viene richiesta per scopi militari, o quando i colleghi appartengono a istituzioni di Paesi coinvolti in azioni di offensiva militare o di abuso dei diritti fondamentali? Queste domande – oggi più che mai attuali, mentre le collaborazioni scientifiche sono messe alla prova da nuove guerre e fratture politiche – non sono nuove. La vita e le scelte di Edoardo Amaldi offrono a ciascuno di noi una prospettiva storica significativa per riflettere su come affrontarle.
Questo intervento analizza la traiettoria di Amaldi lungo tutta la sua vita, a partire da quando era un giovane fisico brillante nella stagione d’oro di via Panisperna, e dalla poco successiva esperienza del secondo conflitto mondiale, quando si ritrovò improvvisamente cittadino di un Paese in guerra e, ciò che è peggio – come scriverà più tardi – "dalla parte sbagliata". Nel 1941 Amaldi e il suo gruppo interruppero deliberatamente le ricerche sulla fissione nucleare per non attirare l’interesse militare fascista: una decisione presa per non trovarsi costretti, come scienziati, a contribuire alla guerra a favore delle forze dell’Asse.
Negli anni più bui del conflitto, Amaldi si impegnò a mantenere viva la ricerca e la formazione scientifica a Roma – una forma di resistenza culturale che contribuì a maturare quella postura morale e quel senso di responsabilità che avrebbero guidato le sue azioni nel dopoguerra per il rilancio della fisica in Italia e in Europa. L’esperienza drammatica dell’appartenenza a una nazione alleata con Hitler e dell’esclusione dal dialogo internazionale plasmò profondamente il suo successivo impegno per una cooperazione scientifica europea e globale, senza confini nazionali.
Dopo il 1945, Amaldi svolse un ruolo centrale nella costruzione di nuovi spazi dedicati alla collaborazione scientifica tra paesi: come fondatore del CERN e come ideatore e promotore di quella che sarebbe diventata l’ESA; come uno dei primi sostenitori del Movimento Federalista Europeo e tra i 36 firmatari della petizione del 1950 per un patto di Unione federale; come promotore dell’uso dell’energia nucleare a scopi civili; come figura di riferimento fin dalle origini del Movimento Pugwash. Nel clima della Guerra fredda, Amaldi fu inoltre un protagonista instancabile nel promuovere il dialogo tra scienziati dell’Est e dell’Ovest, favorendo canali di comunicazione che potessero restare aperti anche quando quelli diplomatici erano bloccati. Il suo impegno civile e politico si ampliò fino a includere la difesa degli scienziati perseguitati nei loro Paesi – come Andrej Sacharov nell’URSS – che assunse un peso via via più significativo nella sua azione.
L’eredità di Amaldi ci invita a ripensare il ruolo degli scienziati nel preservare il dialogo oltre i confini nazionali, mantenere la ricerca libera dal controllo militare e difendere l’uso pacifico del sapere. E rimette a noi la domanda: in che misura è possibile – anche per scienziati impegnati per la pace – non ritrovarsi ad agire dalla parte sbagliata?
Questa relazione si fonda sulle carte d’archivio di Edoardo Amaldi, conservate presso il Dipartimento di Fisica della Sapienza. Tali documenti sono anche al centro della mostra organizzata in occasione del presente convegno.
Lodovica Clavarino (PhD in Storia delle Relazioni Internazionali)
“We have to learn to think in a new way”. Dal Manifesto Russell-Einstein al Pugwash e oltre: una prospettiva storica e internazionale sull’impegno civile degli scienziati in favore di pace e disarmo.
Il contributo fornirà una panoramica storica sull’impegno degli scienziati in favore di pace e disarmo. Con l’ingresso nell’era nucleare e la possibilità di distruzione dell’intero pianeta, già dall’immediato dopoguerra una parte della comunità scientifica internazionale cominciò ad elaborare delle riflessioni sulla propria responsabilità civile e ad organizzarsi per far sentire la propria voce su temi considerati di stretta prerogativa delle classi dirigenti. Si descriveranno le iniziative delle origini di tale impegno: la fondazione del Bulletin of the Atomic Scientists, il celebre appello contenuto nel Manifesto Russell-Einstein, la nascita del Movimento Pugwash attivo ancora oggi, inserendo questi tasselli nel contesto storico degli anni ‘40 e ‘50.
Dopo aver esaminato l’emergere di un “movimento” pacifista di scienziati, rappresentativo di una nuova sensibilità nei confronti degli armamenti resisi disponibili e del contesto storico tipico della guerra fredda, si tracceranno i contorni dei principali dibattiti sulla pace e la sicurezza durante tutta la seconda metà del Novecento, fortemente caratterizzati dalla dimensione nucleare. All’interno della comunità scientifica, si menzioneranno iniziative e protagonisti dei dibattiti sul disarmo, descrivendone obiettivi e attività, ed evidenziando le caratteristiche spesso transnazionali di questa particolare attivazione sociale.
Il tema del controllo degli armamenti nucleari e della pace verrà quindi analizzato attraverso le lenti degli scienziati interessati in questioni relative a “scienza e società”. Come venivano affrontati questi argomenti? In quali luoghi fisici, occasioni di incontri, riviste specifiche? Con quali parole chiave? A partire dagli anni ‘40 una parte della comunità scientifica internazionale ha iniziato a reclamare una propria voce in capitolo, facendosi protagonista di un certo tipo di discorso e costruendo uno spazio culturale di dibattito. Nonostante alti e bassi, il suo impegno non è mai cessato. In questa prospettiva di narrazione storica sarà inserito il celebre Doomsday Clock, dal 1947 prezioso barometro delle tensioni internazionali che oggi segna 89 secondi dalla mezzanotte e che verrà aggiornato proprio 3 settimane prima del nostro convegno Sentieri di Pace.
Bernard van Heck (Sapienza Università di Roma)
Il portale «Sentieri di pace alla Sapienza»
Questo intervento presenta il portale “Sentieri di Pace: responsabilità ed etica degli scienziati per il disarmo”, uno degli obiettivi del progetto di Terza Missione dell’Università di Roma La Sapienza. Il portale raccoglie e valorizza decine di documenti provenienti dall’archivio della biblioteca del Dipartimento di Fisica. Attraverso le corrispondenze tra Fermi e Amaldi, i documenti storici sulla nascita del CERN o sulla fondazione del movimento Pugwash, le dichiarazioni di scienziati dal secondo dopoguerra a oggi, scopriamo come sono stati percorsi sentieri di pace per favorire il disarmo e per difendere l’indipendenza e la libertà della ricerca scientifica. Una memoria storica che può costituire una traiettoria per percorrere sentieri di pace nelle scelte di scienziati e ricercatori nel futuro. I documenti sono consultabili individualmente o tramite percorsi tematici, basati sulla bibliografia storica già esistente, e accompagnati dagli audiovisivi dell’AAMOD – Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico. L’auspicio è che il portale possa servire come uno strumento continuativo di condivisione, studio e ricerca sui temi del convegno, rivolto non solo agli esperti del settore ma anche alle scuole e alla cittadinanza.
Francesca Farruggia (IRIAD, Archivio Disarmo e Sapienza Università di Roma)
Quando la decisione diventa algoritmica: intelligenza artificiale, guerra e crisi della responsabilità
L’uso crescente dell’intelligenza artificiale in ambito militare sta trasformando in modo profondo le modalità di pianificazione, conduzione e gestione delle operazioni belliche, incidendo direttamente sui processi decisionali che le governano. A partire da una ricognizione dello stato dell’arte delle principali applicazioni militari dell’IA – dalla sorveglianza e analisi dei dati ai sistemi di supporto decisionale, fino ai sistemi d’arma caratterizzati da livelli crescenti di autonomia – l’intervento propone un’analisi sistematica dei rischi connessi all’impiego di tali tecnologie in contesti militari.
In particolare, verranno presi in esame i rischi operativi, etici, giuridici e politici legati al passaggio da sistemi “semplicemente” automatizzati a sistemi dotati di capacità decisionali sempre più autonome, caratterizzati da opacità algoritmica, accelerazione dei tempi decisionali e riduzione del controllo umano diretto. All’interno di questo quadro, una specifica attenzione sarà dedicata ai rischi relativi alla responsabilità, intesa sia come “accountability” giuridica sia come responsabilità morale e politica. L’intervento intende mostrare come la difficoltà di attribuire decisioni e conseguenze a soggetti umani identificabili rappresenti uno dei nodi più critici e trasversali dell’impiego dell’intelligenza artificiale in ambito militare, configurando una vera e propria crisi dell’etica della responsabilità nel contesto dei conflitti armati contemporanei
Dario Guarascio (Sapienza Università di Roma)
Economia, tecnologia e guerra ai tempi delle piattaforme digitali e dell'IA
La promessa di Internet era quella di diffondere in modo orizzontale opportunità economiche e prosperità. Nel mondo interconnesso, i confini sembravano destinati a rarefarsi, riducendo il rischio di nuovi conflitti. La realtà odierna è molto diversa: concentrazione di potere economico-tecnologico senza precedenti, montanti disuguaglianze e il timore di un conflitto globale che va concretizzandosi. In questo quadro, a dominare la scena sono le grandi piattaforme digitali (Big Tech), statunitensi e cinesi, il cui valore economico supera ormai di gran lunga il Pil delle principali economie.
Monopolizzano infrastrutture, tecnologie e conoscenza necessarie per far funzionare applicazioni indispensabili per la vita dei cittadini. Controllano lo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale, destinata a rendere tali applicazioni ancor più pervasive. I tentativi di ridimensionarle attraverso la regolamentazione si sono rivelati degli inefficaci palliativi. Questa relazione mostra come, all'origine di tale potere, vi sia un nuovo imperialismo digitale, un'alleanza tra le grandi piattaforme e gli apparati militari dello Stato. Le prime hanno bisogno dello Stato per appropriarsi delle informazioni generate dalla collettività, accedere alla conoscenza scientifica e alle competenze prodotte dalle università, penetrare nei mercati esteri ove la dipendenza nei confronti delle Big Tech assume le forme del colonialismo digitale. Lo Stato, a sua volta, non può fare a meno delle Big Tech, se intende preservare la propria primazia tecnologica nei confronti di alleati e avversari ma, soprattutto, nel portare avanti le attività di intelligence, sviluppare armi autonome essenziali per prevalere sui campi di battaglia contemporanei e condurre azioni militari.
Mario Pianta (Scuola Normale Superiore, Firenze)
Il complesso militare e digitale
L’intervento esamina l’evoluzione dell’attuale paradigma tecnologico fondato sulle tecnologie digitali, mettendo in luce l’interazione tra obiettivi civili e militari, con particolare riferimento al caso statunitense. Il contributo esamina le politiche industriali e tecnologiche del governo degli Stati Uniti e la traiettoria di sviluppo delle tecnologie digitali, insieme all’ascesa delle principali imprese statunitensi nel settore- Alphabet, Amazon, Apple, Meta e Microsoft -, mostrando come il loro modello di business si fondi su un potere monopolistico, sulla gestione dei Big Data e su avanzate capacità di controllo, sorveglianza e targeting.
L’analisi evidenzia come la crescita delle tecnologie digitali sia stata inizialmente guidata da una traiettoria prevalentemente civile, sostenuta da ampi mercati commerciali e da una penetrazione senza precedenti in numerosi ambiti della vita sociale. Nel tempo, tuttavia, le caratteristiche centrali di questo paradigma tecnologico hanno suscitato un interesse crescente da parte delle istituzioni militari. L’esame delle più recenti politiche industriali e tecnologiche statunitensi in ambito della difesa mostra una crescente apertura al coinvolgimento dei grandi monopoli digitali nei programmi di armamento e sicurezza, lo sviluppo di estesi programmi di ricerca e sviluppo in ambito digitale e l’emergere di una nuova convergenza tra traiettorie civili e militari. Ne risulta una trasformazione significativa dell’ecosistema tecnologico contemporaneo: l’affermazione di un nuovo complesso militare-digitale-industriale, in un’era digitale che era nata in un contesto civile.
Gihan Kamel (SESAME Synchrotron-light for Experimental Science and Applications in the Middle East, Allan, Jordan)
Light in Uncertain Times: Science, SESAME, and the Middle East
Living and working as a scientist in the Middle East during this period means navigating uncertainty, fragmentation, and, at times, profound human and professional strain. Scientific work does not occur in isolation from its surroundings; unfortunately, it is shaped by political tensions, restricted mobility, unequal access to resources, and the emotional weight carried by societies in conflict. Yet, within this challenging landscape, science also becomes a space of resilience, continuity, and hope. This talk draws on my personal experience as a scientist in the region, highlighting both the obstacles and the quiet acts of perseverance that sustain scientific communities across borders. It reflects on how shared scientific goals can transcend divisions when dialogue elsewhere fails, and how trust is built not through declarations, but through daily collaboration, mutual respect, and collective problem-solving. SESAME stands as a living example of this approach. As a regional research infrastructure founded on cooperation for peace, SESAME demonstrates how science can create neutral ground, foster long-term relationships, and open channels of communication among countries with complex histories. Beyond its scientific mission, SESAME offers a framework for peace- building rooted in equality, shared ownership, and human connection. In a time of heightened tension, it reminds us that investing in science is also an investment in stability, dignity, and a shared future.
Carlo Schaerf (ISODARCO)
Il Sentiero di pace di ISODARCO: la prima scuola internazionale dedicata alla stabilità strategica e al disarmo nucleare
La pace e la guerra sono problemi politici, nel senso che sono problemi creati e decisi da umani (specie Homo Sapiens), a vantaggio e a danno di umani. Tuttavia, nel mondo ad alta tecnologia in cui viviamo, la loro comprensione e la possibilità di agire intelligentemente ed efficacemente su di loro richiedono la conoscenza di molti aspetti tecnici e scientifici ignoti non solo al pubblico, ma spesso anche agli addetti ai lavori. Per diffondere queste conoscenze tecniche e scientifiche, nel 1966 è nata, per iniziativa di Edoardo Amaldi e me, l’Isodarco, “International School on Disarmament and Research on Conflicts”. In 60 anni di ininterrotta attività, l’Isodarco ha organizzato 64 corsi residenziali, e 21 seminari: 16 in Cina, 3 a Taipei, uno ad Amman e uno a Venezia. I corsi e i seminari si rivolgono a un pubblico colto, a professionisti del settore delle relazioni e della sicurezza internazionali, a studenti di corsi postuniversitari e a persone attive in organizzazioni internazionali e in gruppi pacifisti. Il numero totale di presenze ai corsi Isodarco è 4338, i partecipanti diversi sono 2.483, provenienti da 116 Paesi diversi.
Fabrizio Battistelli (IRIAD, Archivio Disarmo)
Armi nucleari e intelligenza artificiale tra corsa agli armamenti e disarmo
Nell’attuale fase di scontro fra potenze, di sfrenata corsa agli armamenti e di espansione abnorme della sfera militare, due tecnologie giocano un ruolo decisivo: il Nucleare e l’Intelligenza Artificiale (IA). Le armi nucleari hanno conseguito straordinarie capacità operative in termini di miniaturizzazione, molteplicità e precisione delle testate così come di rapidità dei vettori (missili ipersonici). Sommate fra loro, tali capacità rendono inarrestabile un eventuale attacco, a fronte del quale non è possibile alcuna difesa ma soltanto la rappresaglia. Quanto all’Intelligenza Artificiale, essa ha già iniziato a operare in guerra. In attesa di entrare in scena da protagonista con i Sistemi d’arma autonomi, la IA è già operativa sotto forma di Sistemi di supporto alle decisioni, come gli algoritmi che a Gaza profilano i bersagli umani per l’esercito israeliano. L’incontro fra le due tecnologie è oggetto di studio da parte delle due superpotenze. Con l’integrazione della IA nei Sistemi di comando, controllo e comunicazione degli armamenti nucleari, in futuro le loro funzioni di allarme, identificazione e reazione avverranno sulla base del dialogo tra algoritmi. L’unica via d’uscita da un vicolo cieco che può diventare fatale per il genere umano è il ritorno a un regime di controllo degli armamenti. Quanto al nucleare, a febbraio 2026 scade l’ultimo accordo USA-Russia ancora in piedi, il Trattato New Start sui missili strategici. Quanto all’Intelligenza Artificiale, nei colloqui ONU la maggioranza dei Paesi chiede la messa al bando della ricerca e sviluppo della IA applicata agli armamenti. Stati Uniti, Russia e Israele si oppongono. I Paesi dell’Unione Europea propongono il divieto di quei sistemi autonomi che non rispettano il Controllo umano significativo e misure di regolamentazione per tutti gli altri. Nel presupposto che un conflitto nucleare porrebbe fine al mondo quale lo conosciamo e che la responsabilità di decidere della vita di un essere umano non può essere delegata a una macchina, è urgente che l’opinione pubblica reclami dai governi la stipula di accordi per il controllo degli armamenti nucleari e misure di regolazione della ricerca, sviluppo e applicazione in ambito militare dell’Intelligenza Artificiale.