Una scelta collettiva
È in questo clima che il gruppo di Roma decide di abbandonare la ricerca sulla fissione nucleare. La scelta nasce dal timore concreto di essere obbligati a contribuire a programmi militari delle forze dell’Asse e viene presa collegialmente, come atto di responsabilità scientifica e morale.
Amaldi descrive questo momento anni dopo nei suoi Quaderni di Fisica:
"Successivamente avevamo studiato la dipendenza dall'energia del neutrone della sezione d'urto per fissione, tema che avevamo però deciso di abbandonare dopo l'entrata in guerra dell'Italia e il mio ritorno da sei mesi sul fronte in Africa settentrionale. Ageno, Cacciapuoti, Bocciarelli, Trabacchi ed io temevano che l'essere esperti attivi e riconosciuti su questo argomento ci potesse esporre all'invito o alla costrizione a lavorare per le potenze dell'Asse, allo sviluppo di applicazioni militari della fissione. La decisione fu presa dopo ampia discussione a cui parteciparono anche Bernardini, Ferretti e Wick."In “Gli anni della ricostruzione” (Amaldi, Quaderni di fisica, 1978, p. 199)
I risultati raggiunti dal gruppo di Roma sulla fissione nucleare prima di maturare questa decisione sono pubblicati nel seguente articolo, sottomesso nell'Aprile del 1941 e pubblicato nel Luglio del 1941:
"Fission Yield by Fast Neutrons"
M. Ageno E. Amaldi, D. Bocciarelli, B. N. Cacciapuoti, and G. C. Trabacchi
Phys. Rev. 60, 67 (1941)
È da notare come, nonostante il clima di guerra, il gruppo scelga di sottomettere i propri risultati in tema di fissione nucleare alla nota rivista statunitense Physical Review, pochi mesi prima della dichiarazione di guerra dell'Italia agli Stati Uniti, dell'11 Dicembre 1941.