Enrico Fermi




Formatosi tra il 1918 e il 1922 all’Università di Pisa e alla Scuola Normale Superiore, stringe qui amicizia con Franco Rasetti. Dopo periodi di perfezionamento a Göttingen con Max Born e a Leiden con Paul Ehrenfest, rientra in Italia e avvia una rapida carriera accademica. Nel 1927 è chiamato all’Università di Roma come primo professore di fisica teorica in Italia, diventando il leader del gruppo di via Panisperna. Tra il 1933 e il 1934 Enrico Fermi ottiene risultati decisivi nella fisica nucleare: formula la teoria del decadimento beta e scopre la radioattività artificiale indotta da neutroni; con il resto del gruppo, bombardando gli elementi della tavola periodica con neutroni, produce una quarantina di nuovi nuclidi radioattivi e scopre l’efficacia dei neutroni lenti a innescare la radioattività. Nel 1938 gli viene conferito il Premio Nobel per la Fisica. Il viaggio a Stoccolma è l’occasione per lasciare definitivamente l’Italia, dove le leggi razziali appena emanate colpiscono la moglie Laura Capon, e trasferirsi negli USA con un incarico alla Columbia University. Nel 1942 dirige a Chicago la costruzione della prima pila atomica, realizzando la prima reazione nucleare a catena. Durante la Seconda guerra mondiale ha un ruolo centrale nel Progetto Manhattan ed è direttore associato dei laboratori di Los Alamos. Nel dopoguerra prosegue la sua carriera scientifica all’Università di Chicago e partecipa agli organi consultivi della Atomic Energy Commission, prendendo parte alle valutazioni sullo sviluppo della bomba termonucleare ed esprimendosi contro, su basi morali e scientifiche.



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